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Catellani&Smith: Other Smiths

Other Smiths


Catellani che crea le lampade nel suo atelier e Smith che scalpita in scuderia. È così dal 1989 quando Enzo Catellani si scelse un socio inesistente dandogli il nome del suo purosangue inglese. Dopo trent’anni Catellani pensa che gli sarebbe sempre piaciuto un confronto con un vero Smith. Difficile però trovare un’intesa con una personalità così forte che ha caratterizzato tutta la produzione della Catellani & Smith. Ecco quindi che si aprono le porte della mente e dell’azienda a nuovi Smith. Figure che possano immaginare nuovi prodotti in sintonia con il pensiero forte del fondatore. Giovani e non più, purchè illuminati e illuminanti.


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Alchemie T

Designed by Giulia Archimede per Catellani & Smith 

Eterna è l’antitesi tra luce e buio, tra Sole e Luna, come parte del fluire stesso dell’esistenza. Molteplici sono i significati allegorici attribuiti alla relazione necessaria tra i due elementi, che esistono l’uno in conseguenza all’altro e viceversa. La nuova lampada Alchemie T disegnata da Giulia Archimede per Catellani & Smith diventa così terreno d’indagine di questa dimensione contrapposta ma da sempre, e per sempre, legata.
Alchemie T è una scultura preziosa composta da due dischi in ottone e alabastro, utilizzato per la prima volta in una creazione di Catellani & Smith, che poggiano su una base realizzata in pietra Medea.
Con un leggero gesto della mano, il disco in ottone scorre sul binario inserito nella base, mentre il disco in alabastro, che nasconde nella sua cornice la sorgente luminosa a LED, rimane fisso.

 


“L’amor che move il sole e l’altre stelle”

Accendendo la lampada-scultura mediante il tasto inserito nella base, l’interazione tra luce e ombra raggiunge il suo apice nell’attimo in cui i due elementi si sovrappongono, quasi a dare origine ad un’eclisse. Il movimento genera un’esperienza d’uso, una variazione sia nella forma della lampada sia nell’intensità luminosa per creare nuove atmosfere nell’ambiente circostante. Alchemie T rappresenta dunque un sodalizio tra l’oggetto e il suo utente che spinge quest’ultimo a riconoscersi e identificarsi emozionalmente nel suo spazio.

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